Uve medio tardive: l’analisi della stagione 2016 secondo un esportatore (seconda parte)

da Redazione uvadatavola.com

Il 2016 è stato un anno abbastanza complicato per l’uva da tavola. Dopo una stagione cominciata positivamente, le vendite hanno subìto una frenata, anche a causa delle avverse condizioni climatiche, per poi riprendersi con l’arrivo sul mercato delle varietà tardive. 

Tuttavia il mercato si è stabilizzato su prezzi più bassi rispetto alla passata stagione. La redazione di uvadatavola.com ha raccolto le considerazioni dell’esportatore di uva da tavola Giovanni Grasso.

Problemi meteo
La seconda fase del taglio è stata caratterizzata, purtroppo, da importanti problemi di qualità nel prodotto, sebbene va detto che le partite di uva acquistata sono state poi tagliate e vendute. Tutto sommato, l’annata è da considerarsi positiva. C’è però da sottolineare che i costi di pruduzione quest’anno sono stati più alti per via della difficoltà di preservare sano il prodotto sulla pianta. In definitiva chi ha tagliato uva di qualità è riuscito a spuntare prezzi più alti; ma anche le partite di bassa qualità sono state commercializzate. Purtroppo non pochi produttori hanno perso il proprio prodotto a causa delle condizioni meteorologiche. Nel complesso credo si possa dire che non c’è stata speculazione e che, tutto sommato, le uve sono state valutate discretamente bene.

Cambiamenti evidenti nella filiera
I cambiamenti in atto in questo settore sono evidenti e bisognerebbe stimolare un maggior dialogo tra produttori ed esportatori; è necessario passare da una visione parziale legata solo alla propria azienda ad una visione più globale legata al mercato mondiale. Gli standard imposti dalla grande distribuzione, con le sue esigenze e la sua logistica, dovrebbero farci rivedere l’organigramma delle nostre aziende, sia di produzione che di commercializzazione. Queste due componenti della filiera dovrebbero collaborare. Si tratta probabilmente di una visione avveniristica del comparto produttivo, in quanto nel contesto del nostro territorio prevale ancora un forte individualismo. Quello che io auspico è un dialogo sempre maggiore tra il mondo produttivo e quello commerciale.

 

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Autore: Teresa Manuzzi

Copyright: uvadatavola.com

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