Puglia: muffe e marciumi compromettono le produzioni di uva da tavola

da Redazione uvadatavola.com

“In seguito alle piogge dei giorni scorsi sulle uve da tavola sono comparsi diversi problemi, tra cul la presenza di spacchi sia nella zona terminale che laterale dell’acino, sui quali si sono sviluppati fenomeni di marcescenza“.

Queste le problematiche principali presenti nei vigneti del Nord e del Sud-Est barese che il dottor Vincenzo de Mattia, agronomo di Food Agri Service, ha illustrato ad uvadatavola.com.

“I marciumi sono piuttosto diffusi anche negli impianti coperti con film plastici per il posticipo della raccolta. Nelle partite di Italia coperte con reti antigrandine, invece, il prodotto è stato totalmente compromesso. In generale possiamo notare che il danno cresce col diminuire del carico per pianta”.

“A causa di questi problemi – ha continuato il tecnico – c’è bisogno di ripulire le uve per poter offrire agli acquirenti una qualità pari a quella che c’era prima delle piogge. Purtroppo la campagna del taglio era appena iniziata e, soprattutto nel Nord-barese, il maltempo ha compromesso tutto il prodotto”.

Il dottor de Mattia ha spiegato che le problematiche meteo hanno aumentato le spese per gli agricoltori: “Per ripulire i grappoli dalle marcescenze c’è bisogno di personale in campo e questo rappresenta un ennesimo costo che andrà ad aggiungersi a quelli che già i produttori hanno affrontato durante questa stagione per l’acinellatura. A causa delle piogge eccessive, poi, l’umidità ha favorito la comparsa di botrite. Dobbiamo considerare che in cinque o sei giorni sono caduti circa 200 millimetri di pioggia in tutti gli areali. Un livello assurdo se rapportato agli scorsi anni, quando in tutto il mese di settembre abbiamo avuto circa 50 millimetri”.

L’agronomo ha concluso parlando dei mercati: “Possiamo dire che in questi giorni il produttore si è reso conto del danno e ha cercato di evitare la pulitura vendendo il prodotto al più presto. Si è quindi verificato un aumento dell’offerta a fronte di una domanda che non ha visto alcun incremento. Questo ha portato ad un notevole calo dei prezzi in campo. Attualmente si sente che l’uva viene venduta ad un prezzo che non riesce a remunerare gli sforzi ed i costi affrontati dai produttori quest’anno. La speranza ora è tutta nelle uve più tardive”.

 

Autore: Teresa Manuzzi

Copyright: uvadatavola.com

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