Legame tra produttore e licenziatario: punto di forza o di debolezza?
Il legame tra produttore ed esportatore/licenziatario deve necessariamente essere considerato un punto di forza.
Il produttore, guardando a lungo termine, dovrebbe in primo luogo chiedersi se il licenziatario, a cui si sta legando abbia le capacità commerciali per esportare il suo prodotto per tutta la durata dell’impianto.
In secondo luogo bisognerebbe accertarsi che il prodotto venga raccolto in ogni caso, non solo quando questo è eccellente o ha sbocchi sul mercato. Purtroppo nel nostro Paese tali valutazioni non vengono effettuate e, attualmente, sembra si stia verificando solo una corsa all’impianto di nuove varietà sulla base del prezzo dell’anno precedente.
I produttori, così facendo, dovrebbero prestare molta attenzione, dal momento che alcune delle nuove varietà che in passato hanno spuntato prezzi ottimali, potrebbero diventare presto produzioni di nicchia. Un aumento delle superfici e dei volumi prodotti potrebbero portare ad una totale mancanza di domanda per queste uve.

Poca chiarezza nei prezzi
Il prodotto uva da tavola si è ormai standardizzato e per nessun operatore è facile capire o intuire i prezzi di acquisto e di vendita. La regola economica di base prevede che il prezzo sia determinato dal punto di incontro tra domanda e offerta.
Ma è sempre così? È fondamentale che produttori ed esportatori comprendano che quando si hanno a disposizione elevate quantità di prodotto, questo deve essere venduto indipendentemente dal prezzo. Conservare l’uva sulla pianta o in cella non è una strategia vincente e nel lungo periodo potrebbe decretare la fine per il settore.
L’obiettivo principale resta quello di produrre in maniera efficiente e con costi più bassi, in modo da poter sottostare alle leggi di mercato.

Decine di nuove varietà anonime per i consumatori
Il 90% del mercato distingue le varie tipologie di uva non in base al nome varietale ma al colore dell’acino. Nessun buyer sarà disposto ad offrire un prezzo superiore per l’una o l’altra varietà se poi queste verranno vendute esclusivamente come uve seedless bianche, rosse o nere.
Continueranno, indubbiamente, ad esistere mercati per alcune varietà con gusti o forme particolari, ma questi rimarranno di nicchia.
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Autore: Carlo Berardi – Good Produce (UK)
Copyright: uvadatavola.com